I giovani e lo sport

In età adolescenziale praticare uno sport è l’ideale per spendere un po’ di energie e accrescere le proprie capacità, allontanando il rischio di spiacevoli malattie. Eppure sapevi che nel 2016 è stato stimato che l’80% degli adolescenti è fisicamente inattivo? I motivi sono tanti, noi abbiamo provato a capirci qualcosa di più. Vediamo insieme quali sono le nostre impressioni.

 

Qual è il problema?

 

Il problema è, purtroppo, semplice: i ragazzi non fanno sport. Negli ultimi anni le statistiche in proposito ci dicono che sono sempre meno gli adolescenti che dedicano del tempo a qualche attività motoria mentre sono sempre di più quelli che non si muovono dal divano! Ben il 60% degli italiani non fa attività fisica e tra gli adolescenti la percentuale cresce, con picchi particolari tra le ragazze. Una ricerca nostrana effettuata dall’IRRE (Istituto Regionale di Ricerca Educativa) del Lazio mostra come le qualità aerobiche di un adolescente stiano calando dell’1% ogni anno, dal 2005.

 

Tanti quindicenni non sanno andare in bici. Di correre non se ne parla, il camminare è ridotto a pochi metri al giorno. Il livello di mineralizzazione delle ossa si abbassa: non è un caso che a scuola tanti ragazzi siano perennemente infortunati. La loro muscolatura è così poco tonica da creare problemi di postura: dopo pochi minuti in piedi devono sedersi. Sono stanchi. (Mario Bellucci, uno degli autori dello studio dell’IRRE)

 

Ti sembrano numeri troppo grandi? Dal canto nostro, possiamo assicurarti che è così, molti ragazzi evitano accuratamente ogni sforzo e altri si avvicinano raramente allo sport per poi allontanarsene in fretta. Questi tristi numeri non ci sorprendono.

I problemi contro cui puntare il dito sono molteplici: abbandono precoce, scarsa fiducia in sé stessi, pigrizia, altri interessi più attraenti. Si abbandona alla prima difficoltà, al primo tentennamento, quando non ci si allontana dallo sport prima ancora di averlo conosciuto. Spesso le famiglie li assecondano, alle volte per necessità economiche e altre per irragionevolezza; altre volte sono proprio i genitori ad avere aspettative talmente altre che i ragazzi preferiscono lasciare perdere, piuttosto che deluderli. A scuola i ragazzi non imparano nemmeno più a fare una capriola o a fare qualche salto, a correre o a effettuare movimenti più complessi: strutture non idonee, alcuni (per fortuna solo alcuni) insegnanti svogliati di fronte a una mandria di ragazzi poco volenterosi, programmi mal strutturati.

 

A 15 anni, 58 ragazzi su 100 hanno forza nelle braccia «insufficiente o scarsa», 78 falliscono sul fronte gambe. Bocciati 68 studenti su 100 per la resistenza, 50 in velocità e 47 nella coordinazione. (Claudio Marchetti, insegnante dell’Istituto tecnico Gobetti-De Gasperi di Morciano)

 

Ragazzo pigro

 

 

Infatti, abbiamo potuto constatare con i nostri occhi quali siano le difficoltà che si incontrano da adulti: ci siamo ritrovati davanti a uomini di trent’anni completamente incapaci di effettuare due salti di fila! Certamente parte della colpa è anche di chi istruisce e avvia questi ragazzi allo sport, perché capire quali siano le difficoltà dei giovani allievi è fondamentale nell’insegnamento di una qualsiasi attività. Allenare un allievo significa anche capirlo, incoraggiarlo e credere in lui.

 

Quali sono i risultati

Dolori alla schiena e al collo

 

Banalmente, le conseguenze ricadono sulla salute. Almeno 25 malattie sono riconducibili alla sedentarietà, anche tumori e malattie cardiovascolari. Inoltre, diventa sempre più difficile immaginare come si possano fronteggiare gli altri “piccoli” danni alla salute senza un minimo di attività fisica; in futuro, quelle 8 ore lavorative da seduti dovranno essere bilanciate in qualche modo, il tempo speso sul divano potrebbe essere molto più utile se speso per se stessi.

Conseguenze apparentemente meno evidenti e importanti sono quelle costituite da qualsiasi attività o imprevisto estranei alla normalità: senza un minimo di coordinazione e senza un fisico minimamente allenato, qualsiasi movimento può diventare un pericolo.

 

 

Cosa ci piacerebbe vedere

 

Il primo passo sarebbe comprendere che questo è un problema serio e da non sottovalutare.

Ci piacerebbe vedere dei ragazzi nuovamente alle prese con lo sport, con voglia di fare, mentre le famiglie li supportano a costo di qualche sacrificio. Sarebbe magnifico se tutti avessero una maggiore consapevolezza del proprio corpo, perché alla fine dobbiamo conviverci tutta la vita! 🙂

Ci piacerebbe vedere la scuola impegnata nell’insegnamento delle attività fisiche, organizzata, costruttiva e varia. Sempre, non soltanto grazie a qualche insegnante illuminato.

 

Esercizi ginnici a scuola

 

Ci piacerebbe vedere che le istituzioni non ignorano il problema e ne facciano una priorità, invece di osservare passivamente o, addirittura, remare contro chi si sforza di contrastare questo fenomeno con la propria passione per lo sport.

Ci piacerebbe vedere più sport in televisione, nelle nostre città, sui social network. Soltanto il calcio ha spazio, un mare di spazio, molto spesso non nella sua anima sportiva ma soltanto in quella dello spettacolo.

 

Ce la faremo?

Si spera, perché invertire questa tendenza è fondamentale per il futuro dell’uomo moderno. Ci stiamo infilando in una trappola da cui sarà poi difficilissimo scappare.

Nel nostro piccolo continueremo sempre con la nostra passione a far crescere nuovi arcieri, “lottando” contro tutto e tutti se necessario! 🙂 Chi ama lo sport non può fare altrimenti.

Commenta e raccontaci la tua esperienza con lo sport, siamo curiosi! 😉

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