Com’è fatta una freccia? #1

Uno degli argomenti più affascinanti dell’attrezzatura di un arciere è la freccia. Ne esistono di tanti materiali, realizzate con lavorazioni diverse, che montano accessori più o meno particolari. È difficile orientarsi nel mondo delle frecce, perciò abbiamo pensato di raccontarti quali sono le caratteristiche di una vera freccia. Fermo restando che sarà il tuo tecnico a guidarti nella scelta migliore per te!

Innanzitutto, le frecce sono composte da più parti: il corpo principale, detto asta, la punta, la cocca e le alette. In questo primo articolo ci concentreremo sul componente principale: l’asta!

 

Faretra

I materiali delle aste

 

Ormai esistono aste veramente di ogni genere. Le aste in legno, ancora presenti nell’immaginario comune, sono ormai “relegate” al solo tiro Longbow. Ma di cosa sono fatte allora le frecce che vedi nelle faretre degli arcieri? Analizziamo i principali materiali:

 

  • Alluminio
  • Carbonio
  • Misto di alluminio e carbonio

 

In principio fu l’alluminio. Infatti, l’alluminio veniva tirato da tutti gli arcieri in tutte le situazioni. Oggi è quasi sempre relegato a materiale da gara indoor, tuttavia nei decenni passati veniva utilizzato per tirare anche all’aperto, finanche a 90 metri!

Le frecce in alluminio sono più grandi rispetto a quelle in carbonio e sono più pesanti. Di conseguenza, sono più lente e reagiscono molto di più a un errore tecnico dell’arciere. Inoltre, si ammaccano facilmente (pensa, a esempio, a una freccia tirata vicino a una già conficcata nel paglione: è molto probabile che la seconda freccia la colpisca prima di arrivare a bersaglio, danneggiandola) e di conseguenza diventano facilmente quasi inutilizzabili. Di contro, le frecce in alluminio sono piuttosto economiche e pertanto perfette per usi intensivi come in indoor, dove peraltro le frecce si tendono a raggruppare più facilmente, e vengono spesso utilizzate dagli archi olimpici mentre sono sempre tirate dagli archi compound. Gli archi nudi, invece, prediligono quasi sempre una freccia in carbonio anche al chiuso, essendo l’alluminio così sensibile agli errori di rilascio.

 

Le frecce in carbonio hanno costituito una grande innovazione nel mondo dell’arceria. Più sottili, più leggere e meno flessibili, in sostanza più veloci e quindi più precise. La differenza di velocità tra una freccia in alluminio e una in carbonio è visibile praticamente a occhio nudo.

I metodi di lavorazione del carbonio sono tanti, ogni produttore immette sul mercato aste lavorate diversamente dai concorrenti e con costi naturalmente più elevati rispetto all’alluminio. Nel tiro outdoor è ormai imprescindibile l’utilizzo almeno di aste in carbonio, possibilmente di buona qualità.

 

Infine ci sono le aste miste, costituite da un’anima di alluminio rivestita di carbonio. Leggermente più pesanti delle aste in solo carbonio, sono però più resistenti e precise. Le frecce che puoi veder tirare alle Olimpiadi sono infatti tutte costituite da un’asta mista.

 

 

Parametri di qualità

 

I principali parametri con cui si può valutare qualitativamente una freccia sono:

 

  • Resistenza agli urti
  • Rettilineità
  • Peso
  • Percentuale di similarità

 

Con resistenza agli urti, intendiamo ovviamente la durata media della vita di una freccia: una freccia che tende ad ammaccarsi (nel caso dell’alluminio) o a spezzarsi (nel caso del carbonio) facilmente, non è una freccia che avrà molto successo.

Quando parliamo di rettilineità intendiamo indicare quanto un’asta è statisticamente diritta: nessuna asta è mai perfettamente diritta, naturalmente, ma una buona asta è spesso e volentieri il più diritta possibile. È uno dei primi parametri qualitativi da tenere d’occhio quando si sceglie una freccia, poiché più un’asta sarà diritta e meno problemi avremo a metterla a punto e tirarla dove vogliamo.

Il peso è un indicatore importante, perché ci consente di capire rapidamente se un’asta è adatta o no a un arco o a una competizione specifica. Se avessi, per esempio, un arco da poche libbre difficilmente sceglieresti un’asta molto pesante, giusto? Immagina ora di tirare due aste differenti a una certa distanza. La prima delle due aste è più pesante e finisce lontano dal paglione, nell’erba. La seconda, più leggera, colpisce il bordo esterno della targa. Quale delle due è più adatta? Ovviamente la seconda, perché essendo più leggera risente meno degli errori del tiro. Questo non significa che sia un parametro da esasperare: leggera, sì, ma fino a un certo punto altrimenti saranno la sua resistenza e la sua rettilineità a essere compromesse.

La percentuale di similarità identifica sostanzialmente quanto sono simili due aste dello stesso tipo tra loro. È quasi impossibile che due frecce siano perfettamente identiche, non solo per le differenze delle aste, ma ci si può avvicinare il più possibile alla perfezione. Se le aste non fossero quanto più possibile simili, due tiri identici porterebbero a due risultati differenti! Quindi, entro certi limiti perfino una freccia di qualità più bassa ma con una percentuale di similarità più alta è preferibile. Ricorda: non tirerai mai soltanto una freccia alla volta.

 

Frecce su tavolo
Photo credit amy.k. via Visual hunt

 

La scelta dell’asta

 

Come si sceglie una freccia? Supponiamo di aver individuato le aste che ci interessano, magari per il consiglio del nostro tecnico o per un fattore economico. C’è allora un parametro in particolare di cui tener conto e si chiama “spine”. Diamone innanzitutto una definizione:

 

Prendendo una freccia di 29” di lunghezza e ponendola su due supporti, distanti tra loro 28”, e applicando al centro della freccia un peso di 1.94 libbre, lo spine è la distanza del centro della freccia dal punto di riposo (la posizione precedente all’applicazione del peso) espresso in millesimi di pollice.

 

Quindi, ora che sappiamo qual è il parametro per la scelta di una freccia, come si sceglie l’asta giusta per te?

La valutazione dello spine corretto è basata su due fattori principali: lunghezza finale dell’asta e potenza dell’arco.  Maggiore sarà la potenza e/o maggiore sarà la lunghezza finale dell’asta (le aste generalmente vengono tagliate alla lunghezza desiderata, prima di montare tutti gli accessori) e minore sarà lo spine che andremo a scegliere: più “potente” è il nostro tiro, più sarà necessario avere un’asta che non fletta troppo. Viceversa, per un sistema arco-arciere che sviluppa poca potenza dovremo scegliere un’asta più flessibile e quindi con uno spine maggiore.

Ogni produttore pubblica le proprie tabelle per dare un riferimento ai clienti, consentendo quindi di individuare (almeno teoricamente) quale sia l’asta più adatta in base a lunghezza della freccia e potenza dei flettenti. Poi, nel tempo, potranno intervenire modifiche al tiro o ci si renderà conto di avere necessità di una freccia un po’ più rigida o un po’ più morbida. La regola d’oro, spesso dimenticata, è però questa: è il sistema arco-arciere che si deve adattare alla freccia e non viceversa!

 

Frecce con un arciere sullo sfondo
Photo credit M.J.H. photography via Visualhunt

 

Fine prima parte!

 

In questo primo articolo abbiamo descritto l’affascinante mondo delle aste, probabilmente il vero cuore della freccia. Si tratta forse della parte più importante di tutta l’attrezzatura: va scelta con attenzione! In attesa della seconda parte, in cui ci occuperemo di tutto il resto, scrivici se hai qualche curiosità!

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