Com’è fatta una freccia? #2

Nel nostro primo articolo Com’è fatta una freccia? #1 abbiamo iniziato a parlare delle frecce, iniziando dalla componente principale: l’asta. Proseguiamo ora il racconto analizzando tutti gli altri accessori della freccia. Punte, cocche, alette, wrap: ne esistono di ogni tipo, ognuno con le proprie particolarità e con uno scopo ben preciso. Come già detto nel precedente articolo, quello delle frecce è un mondo davvero affascinante e complesso, cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza!

 

Le punte

 

Forse ti potrà sembrare strano…ma le punte non sono tutte uguali! A parte il banale discorso qualitativo, ogni punta deve essere adatta a quella particolare asta per forma e peso. Non solo: devono essere adatte anche per quello spine! Un’asta con uno spine più basso, infatti, monterà punte più leggere.

Iniziamo però a descrivere quali sono i tre principali tipi di punta nel tiro con l’arco sportivo:

 

  • Punta normale, senza particolari caratteristiche di forma o regolazione, che si incolla nell’asta
  • Punta a vite, ormai poco utilizzate, è una punta che si avvita a un inserto precedentemente incollato nell’asta
  • Punta break-off, molto in voga, sono punte di cui è possibile, spezzandone delle parti, ridurre il peso

 

Perché è importante modificare il peso di una punta? Semplificando il discorso, possiamo dirti che una punta più leggera renderà l’asta un po’ più “rigida”, quindi meno flessibile. Naturalmente, renderà tutta la freccia un po’ più leggera, consentendole di andare un po’ più veloce. Ecco perché queste punte sono diventate le più diffuse: consentono delle piccole correzioni in corso d’opera, durante la messa a punto.

Con che materiali sono realizzate le punte? Principalmente in acciaio. Esistono delle punte realizzate in altri materiali ma sono più rare e, di solito, più costose.

Anche nel caso delle punte, la rettilineità è fondamentale. Più una punta è diritta, più il peso inciderà in modo uniforme. Non solo, più banalmente sarà anche più probabile riuscire a distribuire meglio la colla.

A proposito, che colla si usa per montare le punte? La colla a caldo! Si riscalda leggermente la punta, si scioglie la colla a caldo stendendola sul corpo della punta che si inserisce rapidamente nell’asta, ruotando un po’ per distribuire meglio la colla. Una volta eliminati i residui, si lascia a riposare per fare in modo che la colla si rapprenda e faccia presa.

 

Punte break-off
da disport.it

 

Cocche

 

La cocca è quell’elemento in coda alla freccia che ci consente di incastrarla sulla corda. Neanche le cocche sono tutte uguali!

Costruite tutte in plastica (tranne alcuni modelli dedicati alle frecce Longbow), ne esistono di più tipi. Principalmente:

 

  • In-out, ovvero cocche con una “coda” che si inserisce all’interno dell’asta
  • Con pin, ovvero cocche cave che aderiscono a una protuberanza metallica, detta pin, a sua volta incollata all’interno dell’asta

 

Molte cocche sono dedicate a una particolare asta, tuttavia alcune sono compatibili con tantissime aste differenti. Naturalmente, anche le cocche devono essere il più possibile simili tra loro, essendo l’elemento che collega corda e freccia.

Una menzione particolare va fatta per le cocche asimmetriche, utilizzate da arcieri nudi e olimpici. Si tratta di cocche la cui parte superiore è leggermente “tagliata”: in questo modo quando la corda è tesa, il punto di incocco infastidirà il meno possibile la cocca al momento del rilascio!

 

Photo credit: Matthew McVickar via Visual Hunt
Photo credit: Matthew McVickar via Visual Hunt

 

Alette

 

Le punte non sono tutte uguali, le cocche non sono tutte uguali…e le alette? No, nemmeno loro! Innanzitutto vanno distinte le alette in gomma da quelle in plastica. Poi un’altra distinzione è dovuta alla forma delle alette stesse: parabolica o scudata.

Iniziamo dicendo che si montano normalmente 3 alette per freccia, a una distanza di 120 gradi l’una dall’altra. Le alette di gomma sono generalmente incollate all’asta con una colla specifica, mentre quelle in plastica sono incollate tramite un biadesivo specifico.

L’aletta in plastica è generalmente più leggera di una in gomma e ha una curvatura che consente alla freccia non solo di essere stabilizzata prima ma di avere un po’ di velocità in più. Di contro, quando un’aletta di plastica si rompe la freccia inizia a volare male, mentre con un’aletta di gomma il risultato a breve distanza può essere ancora abbastanza buono.

Parliamo ora dei profili. Procedendo a spanne, come dicevamo distinguiamo soprattutto tra parabolico e scudato: il primo è più veloce del secondo ma stabilizza la freccia in volo più tardi. Generalmente, gli archi compound e gli archi olimpici dotati di un buon rilascio propendono per un’aletta con profilo parabolico, mentre gli archi nudi e gli olimpici più incerti sul rilascio scelgono un’aletta dal profilo scudato.

 

Alette in plastica
da onlinearcheryequipment.co.uk

 

Wraps

 

Questo è l’unico elemento delle aste a poter essere tralasciato, poiché non è un accessorio fondamentale. Di solito non si montano dei wrap se non per sperare di vedere meglio le frecce al paglione! 🙂 si tratta di strisce adesive colorate, la cui dimensione varia a seconda dell’asta, che si montano in coda alla freccia e sui quali poi vengono incollate le alette. Spesso i wrap sono numerati, per poter distinguere le frecce.

Quindi, apparentemente hanno poco “valore” per l’asta. Eppure anche un wrap può fare la differenza, poiché cambia l’assetto di quella freccia! Tuttavia i wrap ancora non sono riconosciuti come così incidenti sul volo. Certamente, vanno montati bene altrimenti da ausilio si trasformano in handicap.

 

 

Abbiamo detto tutto?

 

Come puoi ben immaginare, abbiamo sfiorato marginalmente l’immenso mondo delle frecce per il tiro con l’arco. Tutto quello che abbiamo detto può essere approfondito, e rimane molto altro da dire su ciò che non è stato nominato.

Speriamo però di averti dato una buona infarinatura e di averti incuriosito. Lasciaci un commento se hai qualche domanda o se vuoi aggiungere qualcosa alla nostra carrellata! Alla prossima!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *