L’amico di mille avventure: il riser

Quando a un arciere viene chiesto di descrivere le varie parti del proprio attrezzo, inevitabilmente la prima cosa a cui penserà sarà il suo riser. Vero e proprio cuore dell’arco, ne costituisce la parte centrale e, assieme alla corda, è il punto di contatto tra atleta e strumento.

Spesso, forse, sottovalutato da molti addetti ai lavori, il riser è un elemento fondamentale nell’attrezzatura di un arciere. In base a peso e geometria è in grado di influenzare notevolmente ogni singolo tiro. Inoltre, anche se a una prima occhiata non potrebbe sembrare, si modificherà nel tempo e deve quindi essere il più resistente possibile.

Cercheremo quindi in questo articolo di farti capire meglio di cosa stiamo parlando 🙂

 

Cos’è il riser

 

Come abbiamo già detto, il riser è l’elemento centrale dell’arco. Sia fisicamente che metaforicamente. Per un arciere destro, la mano destra tenderà la corda mentre la mano sinistra poggerà sulla grip e spingerà il riser, e quindi l’intero arco, verso il bersaglio. Una volta rilasciata la corda, il riser (e, di nuovo, l’intero arco) sarà proiettato verso il bersaglio.

Puoi dunque comprendere quanto il riser sia importante all’interno dell’attrezzatura di un arciere. La sua forma, il suo materiale e il suo peso determinano la maggior parte delle caratteristiche del tiro di una freccia; la sua influenza, sia diretta che indiretta, è a dir poco enorme. Non credere a chi ti dice il contrario!

E poi, è la prima cosa che si nota di un arco: anche l’occhio vuole la sua parte e pertanto il riser deve essere sia funzionale che bello. Sembra una sciocchezza, eppure è con lui che identificherai mentalmente il tuo arco, quindi deve piacerti!

 

Arciere incocca freccia
Photo credit J&SShootPhotography via Visualhunt.com

 

 Com’è fatto

 

Abbiamo capito che il riser deve essere utile e bello. Già, ma com’è fatto? Ogni riser ha caratteristiche diverse e perfino delle leggere differenze hanno impatti notevoli.

Innanzitutto, parliamo di materiali. La maggior parte dei riser in commercio è in alluminio o in leghe da questo derivate. Alcuni riser sono costruiti in carbonio, quindi sono più leggeri (e più “nervosi”, in termini di vibrazioni). Come dicevamo, il materiale più utilizzato è l’alluminio, per svariati motivi. Non per ultimo il costo: lo sviluppo di riser in carbonio che possano essere prodotti a livello industriale riducendo gli sprechi non è affatto banale. Inoltre l’alluminio garantisce una buona resistenza nel tempo.

Esistono diverse lavorazioni per l’alluminio, nella realizzazione di un riser. Infatti, i riser possono essere:

 

  • Fresati a pieno: realizzati asportando del materiale da un blocco di materiale.
  • Fusi: realizzati fondendo il metallo e versandolo in uno stampo.
  • Forgiati: realizzato attraverso l’applicazione di pressione, quando il metallo è vicino al suo punto di fusione.

 

Qual è la tecnica di realizzazione migliore? Probabilmente, se chiederai a un certo numero di arcieri, otterrai una distribuzione equa di risposte. In realtà, archi realizzati con tecniche di fresatura e forgiatura sono da considerarsi almeno leggermente superiori.

 

Un parametro molto importante dei riser è la geometria con cui sono costruiti. Principalmente possiamo trovare tre possibili alternative:

 

  • Geometria deflessa: comune alla maggior parte dei riser in commercio, per semplicità definiremo questi riser più “tondi”
  • Geometria riflessa: geometria più rara, potremmo definirli più dritti
  • Geometria neutra: naturalmente, la via di mezzo tra le prime due

 

Le differenti geometrie hanno un impatto notevole sul risultato. Un arco deflesso, infatti, è un po’ più lento di un suo “concorrente” riflesso ma è decisamente più stabile.

 

Naturalmente, anche il peso di un riser ha la sua importanza. Non solo, conta anche come questo peso è distribuito! Tuttavia, la distribuzione dei pesi andrebbe inserita in un discorso molto più ampio che è destinato a essere rimandato a un articolo dedicato 🙂

Il peso, comunque, puoi intuire che abbia una rilevanza non da poco. Non tutti sono in grado di gestire un riser troppo pesante o un riser troppo leggero, specie con poco allenamento, quindi è molto importante individuare quello che è meglio per te.

Quando si acquista per la prima volta un arco, generalmente si punta ad avere un riser di fascia non troppo alta; questi riser sono piuttosto standard per quanto riguarda il peso, quindi prenderai dimestichezza con questo prima di passare a qualcosa di più “serio” 😉 a quel punto, soltanto provando altri riser potrai farti una buona idea di quello che ci vuole. Inoltre, dipenderà molto anche dalla specialità a cui ti dedicherai: per esempio, un riser per arco nudo andrà bene solo e soltanto per l’arco nudo!

 

Arco Nudo

 

 Perché cambia nel tempo?

 

Adesso, toglieremo il coperchio al vaso di Pandora. Quando viene rilasciata la corda, l’intero arco subisce svariati movimenti:

 

  • Di traslazione, in tutte le direzioni
  • Di rotazione, attorno a tutti e tre i piani di riferimento dello spazio che lo circonda
  • Di vibrazione

 

È importante non sottovalutare mai nessuno di questi effetti del tiro, sia per il risultato che vorrai ottenere sia per l’usura dell’arco stesso. Per non parlare dell’usura dell’arciere! In particolare, ci teniamo in questo articolo a sottolineare un aspetto poco considerato. Spesso, troppo spesso, si vedono arcieri considerare i loro riser come oggetti che possiedono una vita infinita. Niente di più sbagliato! Un buon riser resterà dritto e intero per molto tempo, è vero, ma non per sempre. Allo stesso modo, un riser economico raggiungerà prima uno stato che lo renderà inutilizzabile.

Ci è capitato di vedere tecnici che, grattandosi la testa, non riuscivano neanche vagamente a mettere a punto un arco costituito da riser usato e flettenti nuovi (e dritti)…per il semplice motivo che il riser, ormai, era storto!

Quindi, ci raccomandiamo, tenete conto che il riser non durerà per sempre. Soprattutto se è economico. Un riser di buona qualità vi durerà probabilmente per tantissimi anni, per carità, ma tenetelo comunque d’occhio. Un riser “da poco”, iniziate a controllarlo già dopo i primi mesi.

 

Un amico fedele

 

Eccoci arrivati al termine di questa breve panoramica sul primo amico di un arciere. Il riser è il vostro arco, è l’elemento con cui fisicamente e mentalmente sarete sempre in contatto, trattatelo bene! 🙂 Pian piano affronteremo più approfonditamente questo discorso, svelando tutto quello che sappiamo sul nostro amico riser. Nel frattempo, lasciaci un commento e condividi il nostro articolo! 😉

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