Arco Olimpico: viaggio nell’arco sportivo #3

Eccoci giunti alla terza tappa del nostro breve ma intenso viaggio nell’arco olimpico. Finora abbiamo descritto com’è fatto, abbiamo fatto qualche cenno storico, abbiamo visto come siano tanti i parametri da misurare per la scelta del proprio arco olimpico personale (e non li abbiamo approfonditi tutti… 🙂 ).

Parleremo in questo terzo articolo di quali siano le gare ufficiali di tiro con l’arco a cui partecipa l’arco olimpico e termineremo descrivendo alcune criticità di questo nobile attrezzo.

Come sempre, ti lasciamo i riferimenti delle prime due puntate Arco olimpico: viaggio nell’arco sportivo #1 e Arco olimpico: viaggio nell’arco sportivo #2.

Pronto alla lettura? Sì? Iniziamo!

 

Le gare dell’arco olimpico

 

Prima ancora di cominciare a descrivere le gare a cui partecipa l’arco olimpico, ci sembra doveroso segnalarti un altro nostro (ennesimo 🙂 ) precedente articolo Il campo di battaglia: dove tirano gli arcieri in cui abbiamo descritto un po’ tutte le tipologie di gara del calendario Fitarco.

 

Iniziamo dalle gare che sono aperte a tutti i tipi di arco: gli indoor. Da molti vista come la gara con cui “passare il tempo” di inverno, in attesa delle gare all’aperto, è in realtà la gara probabilmente più presente in tutti i calendari.

Si svolge, normalmente, a 18 metri ma esistono varianti a 25 metri (come un certo Trofeo Orsa Maggiore, ehm ehm… 🙂 ). La gara si svolge in due tranches da 30 frecce l’una, tre frecce la volta (in gergo, una volée). Su cosa si tira? Ecco un breve elenco delle visuali utilizzate, tieni presente che i punteggi per ogni freccia variano dal 10 allo 0, così come in tutte le gare dette “targa”:

 

  • Targa da 40 cm, la più “diffusa”, presente nelle gare a 18 metri dalla maggior parte degli Olimpici e degli archi Nudi
  • Targa da 60 cm, per la classe Giovanissimi nel 18 metri e utilizzata al posto di quella da 40 cm nelle gare a 25 metri
  • Targa da 80 cm, utilizzata dalla classe Giovanissimi nelle gare a 25 metri
  • Tripla da 20 cm, targa obbligatoria per Compound e normalmente a scelta per gli Olimpici (in effetti, è la targa che si utilizza obbligatoriamente nei Campionati Italiani Indoor anche per gli Olimpici) nei 18 metri, è costituita da 3 spot, “a metà” poiché non contengono le sezioni dall’uno al sei
  • Tripla da 60, la versione “large” della precedente, per le gare a 25 metri

 

Ragazza italiana tira con l'arco
Photo credit simonw92 on VisualHunt

 

Proseguiamo ora con le gare all’aperto, iniziando dalle gare regine per l’olimpico: il 70 metri e il 1440 Round (fu FITA).

La prima è la gara che è possibile vedere alle Olimpiadi, consiste in 12 volée da 6 frecce alla distanza di 70 metri, su una visuale da 122 cm. Al termine, in base alla classifica, si costruiscono delle griglie e si effettuano gli scontri diretti: 5 volée da 3 frecce con un sistema a set (2 per la vittoria del set, 1 per il pareggio).

La seconda è invece la gara storica, ancora per molti la gara “per eccellenza”, del tiro con l’arco: il FITA o, con la nuova denominazione, il 1440 Round. Si tratta di 144 frecce, tirate a volée da 6, su quattro distanze e visuali differenti: 90 metri (con visuale da 122 cm), 70 metri (visuale da 122 cm), 50 metri (visuale da 80 cm), 30 metri (visuale da 80 cm). In effetti, queste sarebbero le distanze per la classe Seniores Maschile, per le altre classi la distanza maggiore è un po’ più corta (ma non di molto).

Nelle gare targa va citata anche una gara (purtroppo) ormai praticamente in disuso ma ancora riconosciuta. Una gara molto divertente, utile per gli esordienti, in cui si tirano 90 frecce divise tra 60 metri, 50 metri e 40 metri con targhe da 122 cm: il 900 Round.

 

Donne arciere tornano in posizione
Paul in Uijeongbu on Visualhunt.com

 

Infine, restano le gare di campagna o Hunter&Field: un percorso di paglioni con visuali che variano in base alla distanza. Un arco olimpico Senior può tirare tra i 10 metri e i 60 metri, con una distinzione importante: nella prima parte di gara non si conoscono le distanze (Hunter), nella seconda sì (Field). La visuale più grande ha una misura di 80 cm, la più piccola di 20 cm. Le targhe non hanno però 10 cerchi ma 6! Di conseguenza il punteggio più alto è proprio 6 🙂

 

Criticità

 

 

Bene, è tutto molto bello…ma quali sono le fregature? I punti che rendono affascinante e difficile il tiro con l’arco olimpico non sono pochi, tuttavia ci sentiamo di doverne selezionare alcuni in particolare:

 

  • Il clicker. Gioie e dolori per chi lo usa, non se ne può fare veramente a meno dopo averci tirato la prima volta. Eppure gioca un ruolo psicologico molto forte, rischiando di essere più un motivo di stress che non altro. È un amico prezioso che però va tenuto SEMPRE sotto controllo.
  • Il rilascio. Problema in comune con l’arco nudo (dove è probabilmente ancora più grave), è un momento del gesto tecnico che dura soltanto qualche istante e su cui l’arciere, per quanto si sforzi, ha meno controllo cognitivo. Va allenato molto e, anche questo, va tenuto sotto controllo.
  • La messa a punto. Tu dirai, ma non è così con tutti gli archi? Assolutamente sì. Eppure, forse per la sua storia un po’ più lunga, se ne sentono tante sul tuning dell’arco olimpico e alle volte è difficile orientarsi, quando mancano basi solide a livello sia teorico che pratico.

 

Ragazza indiana con arco
public.resource.org on VisualHunt.com

 

Come dici? Ne hai altri da suggerirci? Scriviceli in un commento, così potremo aggiungerli! 🙂

 

This is the end

 

Al termine della terza tappa crediamo di averti dato un bel po’ di informazioni su questo bellissimo arco 🙂 speriamo di non averti annoiato ma se sei arrivato fino a qui forse siamo riusciti a incuriosirti!

E se vuoi iniziare a tirare con l’arco, con l’olimpico o un altro arco non hai altro da fare che scriverci tramite il modulo nella pagina dei contatti! 😉

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