Ci furono 7 nazioni che nel 1931…

Sai che l’Italia è tra i paesi fondatori della Federazione Italiana di Tiro con l’Arco? Pensa, erano soltanto in 7. Adesso sono 156 federazioni nazionali a farne parte! Il mondo cambia e anche quello del tiro con l’arco è cambiato, è cresciuto con grande forza e tenacia. E ancora non è finita: c’è una lunga strada davanti a noi! Per questo è bene conoscere le proprie origini: ripercorriamole insieme! Ti va? Andiamo!

 

 

 Fédération Internationale di Tir à l’Arc

 

La città di Leopoli, Lviv in lingua originale, è oggi uno dei maggiori centri culturali dell’Ucraina. È Una città che ospita scuole, un’università, un’orchestra filarmonica e un Teatro d’Opera e Balletto; il suo centro storico, addirittura, è stato inserito tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco!

Alla degli anni ’10, però, Leopoli era polacca e si chiamava Lwow, tornata alla Polonia, ricostituitasi dopo la lunga dominazione austroungarica. Ma dopo solo vent’anni, fu invasa nuovamente dalla Germania e dopo la Seconda Guerra Mondiale entro a far parte della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Nel frattempo, nel settembre del 1931 ci fu un incontro proprio a Lwow tra otto rappresentanti del tiro con l’arco mondiale: nacque così la Federazione Internazionale di Tir à l’Arc, costituita da 7 nazioni, tra cui proprio l’Italia.

 

Congresso di Lwow
da WorldArchery.org

 

Il primo obiettivo che si posero era di far tornare il tiro con l’arco alle Olimpiadi e presentarono immediatamente una richiesta al Comitato Olimpico Internazionale. Il loro intento fu raggiunto soltanto 41 anni dopo, a Monaco, ma nel frattempo proseguirono la loro opera di diffusione del tiro con l’arco, al punto che oggi più di 150 paesi hanno una loro federazione nazionale di riferimento. Non male, per uno sport così di nicchia, non trovi?

 

 

Dal ritorno alle olimpiadi ai giorni nostri

 

Un’altra caratteristica che ha distinto la federazione internazionale è l’attenzione alla parità di genere. Già nel 1961 venne eletta la prima presidente donna di una federazione internazionale! E ancora prima, fu uno dei primi sport a includere un evento femminile nel programma dei giochi Olimpici…nel 1904! Nel 1996, ad Atlanta, fu anche la prima federazione sportiva a prevedere un numero paritario di atleti uomini e atlete donne.

Profondi sono gli sforzi che la federazione internazionale sta mettendo in campo negli ultimi anni, in particolare dal 2006, per rendere il tiro con l’arco uno sport diffuso e di rilievo. Alle volte, con qualche scelta poco apprezzata da chi già praticava, volendo essere onesti.

A esempio, proprio nel 2006, fu avviata una delle più belle competizioni di tiro con l’arco: la Coppa del Mondo. L’obiettivo era portare il tiro con l’arco alla gente, in luoghi unici. Splendide finali e giornate di sport si sono svolte sotto la torre Eiffel a Parigi, sul canale Nyhavn a Copenaghen o sotto le piramidi di Mayapan in Messico. Insomma, delle finali mozzafiato da ogni punto di vista! E, per noi, ancora di più nel 2017 con la vittoria a squadre dell’Italia, che con Galiazzo, Pasqualucci e Nespoli ha battuto sonoramente la Francia in finale 🙂

 

Galiazzo, Nespoli, Pasqualucci e Van Alten
da repubblica.it

 

Dopo aver dimostrato quanto il tiro con l’arco possa essere affascinante, la federazione internazionale si è posta l’obiettivo di aumentarne la diffusione. Tra le altre cose, ha anche avviato un’operazione di rebranding che ormai si può dire conclusa: da Fédération Internationale di Tir à l’Arc, nel 2009, si è trasformata in World Archery Federation.

 

Logo World Archery
da worldarchery.org

 

Un’altra forte forma di restyling è stata avviata sul cuore del tiro con l’arco: le gare. Si è infatti abbandonata rapidamente, quasi con una certa fretta, la gara più rappresentativa del tiro con l’arco sportivo, il FITA, per promuovere il 70 metri Round. Questo perché il 70 metri consente di avere gare più brevi e, soprattutto, dovrebbe rendere più semplice seguire una gara di tiro con l’arco a uno spettatore che non conosce il nostro mondo. Allo stesso modo, il 70 metri sta subendo una nuova importante modifica: dalle 72 frecce originariamente tirate nella fase di qualifica si sta cercando di arrivare a 36 frecce soltanto. Questo, inutile dirlo, piace molto poco agli arcieri praticanti…speriamo che almeno sia utile a raggiungere la causa (in realtà, l’obiezione principale riguarda l’assolutismo e la facilità con cui certi meccanismi, che dovrebbero facilitare la crescita del pubblico presente delle Olimpiadi durante le gare di tiro con l’arco, vengono applicati anche alle gare interregionali…e sembra un’obiezione piuttosto sensata).

 

 

E il futuro?

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Chi può dirlo! 🙂 Di certo c’è soltanto che il trend di questo sport è in crescita a livello mondiale, ci sono sempre più nazioni che praticano il tiro con l’arco con grande competitività. L’Italia è ormai un baluardo del tiro con l’arco internazionale, con una storia di vittorie iniziata, forse, soprattutto con la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene del 2004.

Siamo curiosi di sapere come continuerà la nostra storia. E tu? Perché non ti unisci a noi? 🙂

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