Attivazione, stress, performance

Che cos’è l’attivazione? Non è altro che l’insieme dei meccanismi con cui ci si prepara mentalmente e fisicamente a una prestazione, che sia essa sportiva o di altro genere.

Si tratta, semplicemente, del giusto livello di stress. Siamo abituati a parlare di stress con un’accezione negativa, eppure può essere un amico impagabile. Immagina di essere svegliato e immediatamente, ancora in pigiama, costretto ad andare sulla linea di tiro in gara: a mala pena capirai dove devi tirare, giustamente. Subito dopo ti arrabbierai tantissimo con chi ti ha svegliato e non ti aveva detto niente della gara, ti sentirai frustrato. In pochi minuti hai attraversato l’intera scala di quello che viene definito arousal: passerai da uno stato di scarsa attivazione a uno di tremenda eccitazione (negativa, in questo caso). È facile immaginare, a questo punto, che il giusto livello di stress emotivo sarà il mezzo con cui raggiungere le corrette sensazioni.

Ti va di saperne di più? 🙂

 

Arousal

 

Dal dizionario Collins leggiamo:

 

L’arousal è uno stato in cui puoi sentirti molto eccitato e vigile, a esempio a causa di paura stress o rabbia. I pensieri rabbiosi possono procurare una forte eccitazione psicologica.

(Definition of “arousal” in Collins Dictionary)

 

Detta così sembra quasi che si stia parlando soltanto di qualcosa di negativo. In realtà è il primo mezzo per raggiungere una buona prestazione: puoi essere preparato fisicamente e tecnicamente a dovere ma senza un’adeguata preparazione mentale non caverai un ragno dal buco.

I primi a collegare l’arousal e la performance sono stati due psicologi americani, Yerkes e Dodson, che definirono i corretti livelli di eccitazione per ottenere una buona performance in un determinato compito. In breve, i compiti da eseguire che richiedono un buon impegno intellettivo sono meglio affrontati con un basso livello di eccitazione, mentre i compiti più semplici e/o ripetitivi vengono svolti meglio se affrontati con un alto livello di eccitazione.

 

 

Arousal Diagram
da en.wikipedia.org

 

Osservando il grafico a campana che delinearono, è possibile osservare come l’eccitazione e la performance aumentino di livello, fino a raggiungere il livello ottimale. Successivamente, è la stessa eccitazione che aumentando fa crollare il livello della prestazione. La posizione di questa campana dipende chiaramente dalla tipologia del compito da svolgere ma riesce a farci capire come il meccanismo sia sempre simile e stabile.

Quindi, l’obiettivo da perseguire anche tirando con l’arco è raggiungere un giusto livello di arousal.

Un noto medico austriaco, Hans Selye, studiò a lungo lo stress e i suoi effetti. Sintetizzò lo scopo della sua ricerca in questo modo:

 

Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo e in realtà non possiamo evitare lo stress ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio, imparando di più sui suoi meccanismi e adattando la nostra filosofia dell’esistenza ad esso.

(H. Selye)

 

Attivazione

 

Quindi, come puoi raggiungere i corretti livelli di arousal prima di una gara o di un allenamento? Fermo restando che l’obiettivo si deve raggiungere anche tramite altri fattori come l’equilibrio tra buona forma fisica, adeguata preparazione tecnica e corretta alimentazione, possiamo intervenire attraverso meccanismi di attivazione.

L’attivazione altro non è che un insieme di attività mentali e fisiche orientate verso la preparazione a svolgere un compito pianificato. Si tratta di un processo attraverso il quale corpo e mente si sincronizzano per dare la migliore risposta possibile a un determinato stimolo o a un preciso compito che stai per affrontare.

 

 

Pietre relax, corpo, anima

 

 

Forse non lo sai ma anche tu probabilmente esegui già alcune pratiche di attivazione. Fai riscaldamento prima di iniziare a tirare? Beh, il riscaldamento è anche attivazione!

Come in tutto, siamo tutti diversi e quindi probabilmente il giusto livello di attivazione per te non è identico a quello di un tuo compagno di squadra. Quindi, devi scoprire progressivamente quali sono le “procedure” per raggiungere il tuo livello ottimale.

Vediamo quali sono alcuni degli esercizi che potresti fare per attivarti:

 

  • Corsetta: all’interno dei muscoli ci sono dei neuroni sensoriali, detti propriocettori, che monitorano l’attività dei muscoli stessi e la tensione nel corpo; pertanto una leggera corsa può attivare fisicamente, a livello generale, in modo adeguato
  • Respirazione: una respirazione controllata e profonda è un ottimo metodo di attivazione; eseguire una serie di respiri diaframmatici consentirà al corpo di rilassarsi e alla mente di focalizzarsi sull’obiettivo (cioè il respiro stesso)
  • Self-talking: conversare da soli, a livello di pensieri, può aiutare a raggiungere una corretta attivazione
  • Touch: toccare il proprio corpo, darsi delle pacche in vari punti, può aiutare mente e corpo a sincronizzarsi correttamente
  • Imagery: anche l’imagery può essere uno strumento di attivazione; immaginati mentre esegui le operazioni necessarie al raggiungimento del risultato, ascolta e rendi vivide le tue emozioni e sensazioni per proiettarti verso il giusto livello di arousal
  • Misto: un misto delle varie tecniche permette di aumentare ulteriormente il proprio stato di attivazione.

 

Trance agonistica

 

La trance agonistica è definita come quello stato in cui l’atleta rientra in uno “stato di grazia” per cui raggiunge, senza sforzi particolari, il massimo risultato.

Essere in questo stato viene anche definito “essere nella zona”. L’esatto opposto viene invece definito “essere ai box”, come le macchine nelle corse sportive.

 

 

Ragazza che medita

 

 

Sostanzialmente, parliamo di una sorta di stato ipnotico in cui l’atleta è concentrato, ha il giusto livello di arousal, in modo quasi del tutto automatico e scarsamente cognitivo. Si parla di trance agonistica proprio perché ci si riferisce a una sorta di trance ipnotica!

Questo livello non si può che raggiungere tramite allenamento, sia fisico e tecnico che mentale, con il corretto supporto dei propri allenatori. È uno stato in cui sono eliminati del tutto i pensieri intrusivi e la mente è proiettata esclusivamente nel “qui e ora”. Tutte le tecniche di cui abbiamo parlato finora concorrono al raggiungimento della trance agonistica (respirazione diaframmatica, imagery, touch, self—talking) ma è con l’esperienza e la conoscenza di sé che sarà possibile raggiungere stabilmente questo stato.

 

Non ti basta?

 

Non ti basta ciò che ti abbiamo raccontato? Bene! La curiosità è una grande amica che va coltivata. Facci sapere su cosa avresti puntato l’attenzione in questo campo, siamo curiosi anche noi di imparare cose nuove! 🙂

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