L’importanza del ritmo

Che cos’è il ritmo nello sport? Non è altro che il flusso armonioso dei movimenti che compongono tutto il gesto atletico. È collegato ai muscoli, alla mente, alla particolare situazione.

Ma c’è un altro tipo di ritmo, molto più controllabile, che una volta “standardizzato” concorre a migliorare il ritmo di gara generale. È composto da tutte quelle regole che un atleta deve auto-imporsi per mantenere la concentrazione e la forma, in relazione all’andamento normale di una gara.

Anche nel tiro con l’arco, ovviamente, il ritmo può assumere un ruolo fondamentale. Esistono alcuni dettagli che meritano di essere evidenziati ma l’elenco potrebbe proseguire molto più a lungo. Anzi, se ne individui qualcuno che abbiamo dimenticato, lasciaci un commento! 🙂

 

 

Definizione di ritmo

 

L’educatore sportivo Kurt Meinel definì il ritmo come:

 

L’ordine cronologico specifico, temporale, caratteristico di un atto motorio, un’articolazione regolata dei movimenti nel loro svolgimento temporale. (K. Meinel)

 

Questa definizione molto generica dà una buona immagine di quello che è il ritmo in ambito sportivo. Allo stesso modo, l’enciclopedia Treccani riporta:

 

Il succedersi ordinato nel tempo di forme di movimento, e la frequenza con cui le varie fasi del movimento si succedono.

 

Se pensiamo alla musica, immediatamente riusciamo a immaginare cosa sia il ritmo, giusto? Pensandoci un secondo, è facile capire che il ritmo anche in campo musicale dipenda da una successione di movimenti. Ecco, nello sport è esattamente la stessa cosa.

 

 

Manu di chitarrista su chitarra

 

 

Se hai praticato uno sport a livello dilettantistico e quindi agonistico, certamente ti sarà capitato di vedere atleti di alto livello in azione e avrai pensato quanto fosse “piacevole” osservarli. Probabilmente avrai anche usato la parola ritmo tu stesso! Vero?

 

 

Momenti delicati

 

Il ritmo va mantenuto costantemente per tutta la durata della composizione e questo obiettivo si raggiunge con un buon allenamento anche su questo fronte. Attenzione, quando parliamo di allenamento intendiamo tutto ciò che concorre a prepararti: anche le gare possono essere di “allenamento”, se necessario.

Tuttavia, pur riuscendo a mantenere un buon ritmo durante la gara è possibile che ti risulti difficile avere la stessa costanza in alcuni momenti specifici e, magari, particolari.

Capita spesso di sentir parlare di calo di prestazione in gara, per esempio. Perché accade? Sicuramente c’è un calo di prestazione dovuto a un calo di concentrazione, quindi troppo o troppo poco arousal, come abbiamo descritto nel nostro precedente articolo Attivazione, stress, performance.

E poi? Ci possono essere molte motivazioni per “giustificare” un calo di ritmo. Può esserci un flusso di pensieri verso il risultato finale a farti perdere la concentrazione, oppure una pausa magari dovuta a un recupero. Può giocare un ruolo fondamentale il meteo, facendoti immediatamente pensare che non ti sei allenato nelle medesime condizioni e ora non sai cosa fare.

 

 

Mezzo busto di uomo con il cielo come sfondo

 

 

Nel tiro con l’arco, per molti arcieri il primo momento delicato arriva praticamente subito: le volée di prova. Molti, infatti, spendono le prime frecce per verificare il mirino invece che per ritrovare le giuste sensazioni! Risultato? Appena la gara vera e propria ha inizio crollano come un castello di carte sotto vento. Succede anche a te?

Un altro momento delicatissimo sono le pause. Sia quelle previste che quelle impreviste possono essere deleterie: mangiare cibi troppo pesanti e difficili da convertire in energia per l’organismo, chiacchierare spensierati con un compagno o un avversario, stravaccarsi su una sedia per controllare se sono arrivati messaggi sul cellulare, mettersi a ripensare alla gara svolta fino a quel momento. Questi sono tutti esempi di situazioni che andrebbero affrontate diversamente, per il proprio bene.

Un esempio lampante di quello che stiamo raccontando capita nelle gare che prevedono una fase di qualificazione e una fase di scontri diretti. In quell’oretta di tempo, non sapendo che fare, potresti perdere del tutto la tua concentrazione, quindi è meglio che tu sia vigile e preparato: se sai cosa fare (a esempio qualche esercizio di attivazione) non avrai problemi a mantenere o ritrovare in fretta concentrazione e motivazione.

Infine, altro momento “drammatico” di una gara sono le ultime volée: in questo frangente è molto più semplice e apparentemente motivante iniziare a pensare ai punti, così la testa se ne va dove vuole invece di rimanere ancorata a quello che stiamo facendo. I punti non sono mai buoni amici finché non è finita la gara.

 

In moltissimi casi dipende solo da noi, quindi dipende anche da te. Certo, può anche capitare che un compagno o un avversario cerchino loro di distrarti (non volontariamente, sia chiaro!) facendo due chiacchiere; in quel caso ti consigliamo di scusarti amichevolmente e allontanarti per consentirti di cercare di mantenere gli stessi livelli di stress emotivo o di cercarne di migliori. Non significa certo rinunciare all’aspetto più ludico della gara, nel dopo gara c’è tutto il tempo di scambiare due chiacchiere!

 

 

foto di Singapore 2010 Youth Olympic Games 

 

Perdere il ritmo

 

Cosa comporta perdere il ritmo? Dipende. Dipende dalla competizione, dal tuo obiettivo, dalla tua personalità e le tue abitudini. Alcuni riescono a farsi scivolare tutto addosso, altri possono passare ore deconcentrandosi per una minuscola anomalia. Nel mezzo ci sono tutti gli altri.

È facile dire a parole che dobbiamo restare concentrati sul momento, lo sappiamo, ma purtroppo è quello il vero obiettivo. Ti consigliamo di valutare anche di lavorare sulla meditazione della consapevolezza, la Mindfulness, che è scevra da ogni riferimento religioso ed è una pratica molto interessante per riuscire a concentrarsi sul “qui e ora”, consentendoti di rimanere il più focalizzato possibile sui tuoi obiettivi.

 

 

Com’è il tuo ritmo?

 

Sei cosciente di quello che è il tuo ritmo attuale? Hai mai pensato di aver individuato i tuoi punti deboli? Scrivici per dire la tua o proporci delle domande! 🙂

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