Ritorno alle origini: l’arco nudo #1

Riprendiamo i nostri viaggi alla scoperta delle caratteristiche dei diversi tipi di archi. Abbiamo già affrontato un lungo viaggio sull’arco olimpico, iniziato nel nostro articolo Arco Olimpico: viaggio nell’arco sportivo #1, e proseguiamo ora con l’arco nudo.

Più giovane dell’arco olimpico in ambito sportivo, è tra le tre divisioni principali quella che di più si avvicina all’antico tiro con l’arco, quando arco e frecce servivano a cacciare e difendersi.

In questo viaggio vedremo quali sono le caratteristiche principali dell’arco nudo, quali sono i sistemi di mira, quali sono le differenze con l’arco olimpico e quali sono le principali difficoltà che si presentano tirando con l’arco nudo. Partiamo!

 

Caratteristiche principali dell’arco nudo

 

Iniziamo dalla descrizione che il regolamento della Fitarco dà dell’arco nudo:

 

Strumento formato da un’impugnatura (grip), una parte centrale (riser) (che non sia a finestra passante) e da due semiarchi flessibili ciascuno dei quali terminante in una punta munita di tacca per l’alloggiamento della corda. L’arco viene armato per mezzo di un’unica corda ad esso direttamente collegata soltanto per mezzo dei due appositi alloggiamenti[…]deve essere nudo ad eccezione del supporto per la freccia e privo, all’interno della zona della finestra, di qualsiasi sporgenza, contrassegno, difetto o laminatura che possano essere di aiuto per la mira. L’arco senza corda completo degli accessori ammessi deve poter passare attraverso un foro o un anello di diametro interno 12,2 cm ± 0,5 mm.

 

Come è facile immaginare non sono consentiti, quindi, né mirino né stabilizzazione. Allo stesso modo, anche il clicker non può essere presente.

Come sopperire alla mancanza di mirino? Normalmente, per mirare gli archi nudi utilizzano la punta della freccia al posto del mirino. Hanno poi frecce più lunghe e montano un peso molto corto al posto della stab.

 

 

Arciere nudo ancora al viso
da fitarco-italia.org

 

 

Inoltre, utilizzano anche una tab differente dall’olimpico: priva di separa dita, priva di eventuale appoggio e soprattutto intera, senza la classica sagomatura tra indice e medio. Quest’ultimo dettaglio è fondamentale perché ci dà un’ulteriore informazione: gli archi nudi non devono pizzicare la corda tra le dita ma sistemano la mano diversamente sulla corda. Precisamente, la sistemano sotto la freccia. Anche l’ancoraggio è differente dall’arco olimpico: la mano deve andare sulla guancia, contro lo zigomo, con le dita vicino alla bocca.

Infine, le tab arco nudo hanno una serie di cuciture estremamente regolari: ecco il loro mirino! Vedremo più nel dettaglio nel prossimo paragrafo in che modo utilizzano queste tacche per la mira.

 

Tab Arco Nudo
Da ewbateman.com

 

 

I sistemi di mira

 

Nell’arco nudo ci sono diverse tecniche di mira, anche se una è quella maggiormente utilizzata e probabilmente più affidabile. Ne abbiamo già parlato nel nostro articolo La mira, perché è un disturbo, riportiamo qui cosa abbiamo detto allora:

 

  • String-walking: mira in cui l’arciere modifica l’altezza a cui afferra la corda, avvicinandosi alla cocca della freccia dal basso se le frecce sono basse o allontanandosi se le frecce sono alte
  • Face-walking: in questo caso l’arciere modifica il proprio riferimento sul viso, utilizzando alternativamente le dita della mano destra in base alla distanza
  • Misto: un miscuglio di string-walking e face-walking

 

Lo string-walking è la tecnica che utilizzano più spesso gli arcieri, poiché è una posizione che gli consente di mantenere sempre gli stessi contatti al viso e quindi di avere sensazioni sempre simili.

Unendo le informazioni sulle tecniche di mira e sulle cuciture presenti sulla patella, è facile immaginare in che modo vengano misurate le giuste distanze a cui prendere la corda, in base alla distanza, no? 🙂

Qualora l’arco non consentisse di tirare alle lunghe distanze con nessuna delle tre tecniche di tiro o se l’arciere non vuole modificare il suo sistema di mira prediletto, è possibile anche modificare soltanto alle distanze più lontane il punto di riferimento da utilizzare: non più la punta della freccia ma la finestra del riser, cioè la zona dell’arco dove è situato il rest.

 

Arcieri su tiro in pendenza
da un video di Ferruccio Berti

 

Fermiamoci a riposare: fine della prima tappa

 

C’è certamente ancora tanto da dire sull’arco nudo, fermiamoci un po’ a riposare. Assieme alle nozioni che abbiamo appreso già sull’arco olimpico e a quelle che analizzeremo nel prossimo articolo, avremo un notevole bagaglio da portare in giro! Nel frattempo, se hai domande o vuoi aggiungere qualcosa lasciaci un commento!

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