Ritorno alle origini: l’arco nudo #2

Dopo la nostra prima tappa Ritorno alle origini: l’arco nudo #1 della scorsa settimana, continuiamo il nostro viaggio nel mondo dell’arco nudo. Abbiamo visto, finora, quali siano le caratteristiche principali di un arco nudo e quali siano i suoi metodi di mira. Oggi parliamo di quali siano le differenze con l’arco olimpico e di quali siano le principali difficoltà che affronta un arciere bare bow.

Come puoi già immaginare, se hai letto il nostro precedente articolo, il sistema di mira è sicuramente una complicazione notevole per questo tipo di arco…ma non è l’unica, anzi!

Sei pronto a partire? Bene, iniziamo!

 

Le differenze con l’arco olimpico

 

L’abbiamo già detto, sicuramente manca il mirino. E non è una cosa da poco. Ma oltre al mirino, a prima vista, cosa manca in un arco nudo? Esatto, la stabilizzazione. Elemento fondamentale affinché l’arco si muova correttamente una volta giunti al rilascio. Eppure, l’arco-nudista non monta stabilizzazione alcuna ma solo un pesetto cortissimo: perché?

Rifletti un secondo. L’arciere si posiziona sulla linea di tiro, incocca la freccia, si prepara al tiro, solleva l’arco e inizia a tenderlo…se avesse una stabilizzazione, la sua punta sarebbe moooolto più avanti della freccia: potrebbe usarla per mirare!

Quindi torniamo al punto di partenza: la stabilizzazione potrebbe essere uno strumento di mira, perciò il “povero” arco-nudista non la può montare. Ma, siamo certi, neanche la vorrebbero, non fosse altro per orgoglio 🙂

 

 

Una ragazza tira con l'arco nudo
da una discussione sul forum tradtalk.com

 

Riprendiamo a dare la nostra “occhiata mentale” ai due archi, olimpico e nudo. Cos’altro c’è sul primo che manca sul secondo? Questa volta è un po’ più difficile, se non sei un arciere. Come? Manca il clicker? Esattamente! Un altro accessorio per il quale qualsiasi arciere olimpico darebbe un rene in cambio, manca completamente nell’arco nudo.

Ancora una volta, il clicker è uno strumento che potrebbe essere utilizzato nella mira…argh! Inoltre, gli archi nudi per poter mirare con la punta della freccia devono avere una freccia un po’ più lunga rispetto agli olimpici, in modo che la punta esca dalla finestra dell’arco. Di conseguenza, il clicker sarebbe praticamente impossibile da utilizzare.

Inutile poi dire che l’arco-nudista non possa avere nessun segno particolare sull’arco…anche un graffio sul riser potrebbe essere identificato come riferimento di mira!

 

 

Arcieri arco nudo
da scottisharchery.org.uk

 

Difficoltà principali dell’arco nudo

 

Sarà ripetitivo…ma sicuramente la prima difficoltà che incontra un arco nudo è imparare a mirare con la punta della freccia. E crediamo non serva dirti altro. Oltre alla difficoltà dovuta al riferimento, però, c’è un’altra difficoltà: l’arco nudista generalmente fatica ad arrivare alle lunghe distanze senza una potenza dell’arco adeguata! Semplificando molto il discorso, sono tanti i fattori che provocano problemi come questo: è un sistema di mira a suo modo affidabile ma che comporta una perdita di gittata.

 

 

Arciere arco nudo in primo piano
da una discussione sul forum tradtalk.com

 

Anche la mancanza del clicker non è povera cosa: un indicatore di allungo è fondamentale per qualsiasi arciere. L’arco nudo è, di fatto, costretto a trovare in sé stesso il suo indicatore d’allungo. Deve, cioè, imparare a gestire l’apertura delle spalle in modo ripetitivo basandosi esclusivamente sulle sensazioni. E, possiamo assicurarti, questa è la più grande difficoltà dell’arco nudo: essere ripetitivo nel gesto tecnico.

Dopo il mirino e il clicker vuoi che non incida anche la mancanza di una stabilizzazione? 🙂 Anche quella, infatti, rende tutto un po’ più problematico. L’arco, infatti, tenderà a muoversi meno verso avanti e verso il basso, scalciando verso l’alto.

Dulcis in fundo, l’ultima delle principali difficoltà dell’arco nudo è…il rilascio! Banalmente, mentre nell’arco olimpico l’ancoraggio avviene sotto il mento senza che, in teoria, niente possa interferire con le dita, nel bare bow l’ancoraggio è sulla guancia (si usano come riferimenti lo zigomo e l’angolo della bocca) quindi le dita non sono automaticamente libere di rilassarsi e farsi aprire dalla corda senza interferire troppo. Un bel problema, non trovi?

 

 

Seimandi, campione della nazionale italiana

 

 

Sembra difficile, no?

 

Eh, già. L’arco nudo non è affatto semplice da tirare. Tuttavia, non devi pensare che sia più difficile da usare dell’arco olimpico o dell’arco compound: ogni arco ha le sue difficoltà e, soprattutto, i suoi obiettivi. Per questo ogni divisione gareggia separatamente dalle altre e, in un certo senso, vive di vita propria.

Hai domande? Curiosità da toglierti al termine di questa seconda tappa? Lasciaci un commento! 🙂

4 opinioni riguardo a “Ritorno alle origini: l’arco nudo #2

  1. Ben detto, ben esposto, grazie. sono un rotellaro, ma vengo dall’olimpico e mi piacerebbe cimentarmi col nudo, le vostre esposizioni mi affascinano.
    Ciao.
    Beppe

  2. E’ raro trovare articoli chiari, semplici nell’esposizione e tecnicamente corretti come questi.
    Talvolta ci si imbatte in cascate di termini tecnici che passano dallo “spine”, ai “grani”, al “brace”….e alla fine non sai più se hai letto qualcosa di tiro con l’arco o un manuale di barbecue 😉

    1. Ahahah hai ragione Mario! 😀 il nostro scopo, infatti, è cercare il modo di parlare veramente a tutti! Grazie per il tuo commento! 🙂

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