Cos’è una Associazione Sportiva Dilettantistica?

Nel corso del tempo ci è spesso capitato di dover rispondere a una domanda pressante di chi si avvicinava al mondo del tiro con l’arco, domanda assolutamente indiretta ma evidente: cosa vuol dire che siete una associazione sportiva dilettantistica? Cosa fa e cosa non fa una ASD?

La stragrande maggioranza di chi si avvicina agli sport di nicchia spesso non conosce il significato, non inteso come letterale, di associazione sportiva dilettantistica. Non ne conosce le regole e, anzi, le immagina totalmente differenti da come in realtà sono.

Pubblichiamo quindi questo post, sperando di rendere le idee più chiare a chi ci leggerà e si sarà posto questa domanda. Lo scopo di questo post, sia chiaro, non è quello di dare un’esaustiva spiegazione di cosa sia una ASD (non faremo riferimenti a leggi e regolamenti) ma è quello di dare una spiegazione semplice in una chiacchierata tra amici.

Anzi, è proprio quello che cercheremo di fare: una chiacchierata vera e propria, immaginando quali potrebbero essere le domande che ci verrebbero poste! E se dimenticheremo di dare risposta a un quesito, lasciaci un commento e lo inseriremo 🙂 Iniziamo!

 

 

Cos’è una Associazione Sportiva Dilettantistica?

 

Un’associazione sportiva dilettantistica, in breve ASD, è un’associazione di persone realizzata con finalità sportive e, soprattutto, senza scopo di lucro. In altre parole, è un gruppo di persone che si organizzano per perseguire uno scopo comune legato al mondo dello sport.

 

Arcieri su tiro in pendenza
da un video di Ferruccio Berti

 

I professionisti del mondo dello sport sono pagati dalle ASD?

 

Semplicemente: no. Un professionista non è un dilettante. Anzi, in molti sport perfino il professionista non è pagato direttamente dalla propria federazione o da una società ma guadagna se inserito in uno dei gruppi sportivi militari (per esempio: ti ricordi Alberto Tomba, nei carabinieri?).

 

 

Ma una associazione sportiva è come una scuola?

 

Tecnicamente, nemmeno.

Una scuola è un’attività commerciale per cui tu paghi (di solito non poco), diventi cliente e ottieni i servizi. Quei servizi ti sono dovuti a prescindere, perché hai pagato l’iscrizione, ed esiste del personale che viene appositamente pagato per fornirteli.

La ASD è un gruppo di dilettanti che si organizzano in gruppo per svolgere un’attività insieme: non c’è scopo di lucro, nessuno ci dovrebbe guadagnare, sostanzialmente ci si organizza tra amici (e amici si diventa molto facilmente in questo contesto 🙂 ). Niente è dovuto a nessuno a prescindere.

 

 

Come si colloca l’ASD nel panorama sportivo italiano? Ovvero, ci solo alternative al dilettantismo?

 

La verità? Tutta la verità? Lo sport in Italia si basa esclusivamente sul dilettantismo. Senza le associazioni dilettantistiche, che siano ASD o SSD, lo sport italiano sarebbe morto già da un pezzo.

Peccato che le istituzioni spesso se lo dimentichino…

 

 

Che obblighi ho nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica?

 

Principalmente, come puoi ben immaginare, quello diversare la quota associativa. Che è quasi, quando non l’unica, forma con cui le ASD possono accumulare un fondo comune e quindi sopravvivere.

Secondariamente, le attività di una ASD non si limitano a ritrovarsi per un allenamento ogni tanto…chi manutiene il campo? Chi si occupa di monitorare e integrare i materiali necessari? Chi si occupa di istruire i neofiti? È chiaro che tutte queste operazioni devono essere svolte da qualcuno. Abbiamo detto che una ASD è un gruppo di amici, di vecchia data o in itinere, quindi tutti devono dare il loro contributo. Puoi non farlo, certo, ma questo comporta due cose:

 

  1. Non ci fai un gran figura.
  2. Se tutti iniziano a ragionare come te, quella ASD è morta. E se non te ne può fregar di meno, torna al punto uno

Nessuno può pretendere da altri enormi sacrifici, tuttavia non si può neanche accettare il menefreghismo di buon grado. Siamo tutti nella stessa barca, o collaborano tutti o si affonda.

 

 

Però io pago, quindi scusa ma pretendo che io sia amato e coccolato

 

Certo, i soci hanno diritti inalienabili. Ma non sono infiniti. E, soprattutto, non sono una tua diretta esclusiva.

Non solo, è del tutto normale che un socio che si impegna in tutto e svolge regolarmente attività sia tenuto maggiormente in considerazione. Anche perché anche gli istruttori sono soci, non sono assunti e hanno un tempo limitato. Chiaramente, il poco tempo a disposizione lo impiegheranno con coloro che “promettono” dei risultati, detto in parole povere che “ci provano”. Se tu ti presenti un giorno sì e tre no, se non svolgi le attività indicate dal tuo istruttore, se nemmeno ti sforzi di aiutare nelle altre attività allora te lo dobbiamo dire: te la stai cercando.

Piccola nota a margine: anche criticare sistematicamente, con parole o fatti, i suggerimenti del tuo istruttore, senza effettuare una critica costruttiva e motivata, non ti porterà certo a essere ben considerato né da lui né dagli altri.

 

 

da Disport

 

Ma io non voglio essere istruito, mi basta qualche consiglio qua e là

 

Sbagliato. I consigli “qua e là” non servono e sono dannosi. Soprattutto se provengono da praticanti che non hanno mai approfondito in maniera seria un argomento. Se vuoi farti male, accomodati, altrimenti lascia da parte questo genere di consigli.

Non si diventa tecnici semplicemente versando la quota per partecipare al corso: si studia, anche da soli e oltre il corso, si sperimenta, si “lavora”. Addirittura pagando di tasca propria, senza guadagnarci. C’è tanto sudore dietro quel tesserino, non te lo scordare.

E, affinché tu lo sappia, un tecnico serio qualche consiglio “qua e là” non te lo darà.

 

 

Scusa, io non voglio fare gare, che me ne frega di affinare la tecnica! Basta saperne un poco per divertirsi…

 

A parte la discutibilissima affermazione (le gare non sono solo agonismo, le gare sono allenamento, sono aggregazione, sono un modo di misurare i progressi), non è un problema che pone la tecnica come base del divertimento. Semplicemente, senza tecnica, oltre a non vedere mai dei risultati, ti farai male. Non è una partita a carte, ti puoi far male sul serio se non sai cosa stai facendo. Te lo diciamo col cuore, ascoltaci.

 

 

Uff, va bene, mi hai convinto. In sostanza, però, cosa devo e non devo aspettarmi da una ASD?

 

Ci sono varie cose che non devi aspettarti da una ASD. Alcune di queste non sono affatto scontate.

Per esempio, non devono esserci differenze tra i soci: nessuno deve essere escluso, se non si esclude da solo. Se due atleti si impegnano nello stesso modo, non deve esistere un tecnico che si occupa del primo mentre ignora il secondo, solo in base a simpatia e antipatia.

Un’altra cosa che non devi aspettarti sono i misteri. Tutti hanno il diritto di conoscere lo stato di salute dell’associazione, di chiedere e di avere risposte certe, di sapere che le quote servono esclusivamente a finanziare le attività dell’associazione che si conoscono.

E ancora, non devi aspettarti che direttivo, tecnici e altri soci siano lì soltanto in attesa del tuo arrivo. Siamo tutti lavoratori, abbiamo come te il tempo risicato, dobbiamo fare tutti dei sacrifici. Non te lo scordare 😉

 

E cosa mi devo aspettare, invece?

 

Semplice: aspettati collaborazione, amicizia, passione. E, ovviamente, sport! Provare per credere 🙂

 

 

Ragazze sorridenti fanno stretching

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